JONA S E IL VIAGGIO TRA I MONDI

cap.1 Jonas si sveglia

Figura 1 Jonas scende dal letto

Jonas sbadigliò mise un piede fuori dal letto e si ricordò appena in tempo che sotto di lui c’era il vuoto, portava sulla fronte ancora i segni di una discesa  dal letto a castello troppo disinvolta,  piano piano trovò la scaletta e discese con attenzione e in silenzio i 4 scalini che lo distanziavano dal pavimento, diede uno sguardo assonnato al fratello Eandas che dormiva placidamente nel letto sottostante, abbracciato alla sua inseparabile κουκουβάγια (civetta di peluche), si diresse rapidamente verso il bagno quindi dopo aver sbirciato attraverso la fessura aperta della camera da letto ed essersi assicurato che  papà e mamma  dormissero alla grande, aprì, senza far rumore la porta dello studio.
L’idea era quella di usare il laptop che il papà usava per lavorare, ben più potente del suo, per lanciare l’ultima versione di ANIMAL CROSSING: NEW HORIZONS e cercare di superare i problemi con i ponti zen.

Figura 2 ponte zen , sceenshot da ANIMALCROSSING

Jonas appena si sedette sulla poltrona da supergamer appena acquistata dal padre si accorse subito che sotto al laptop non c’era il solito dissipatore di calore ma una cosa strana, spostò il lap e accese la luce della scrivania. “Che strano libro” esclamò dentro di se… “mai visto niente di simile”,

Figura 3lo strano libro trovato da Jonas nello studio del padre

si trattava di un grosso volume rilegato con cuoio antico, decorato da strani segni o simboli che rilucevano in rilievo sulla copertina, poi il suo sguardo si soffermò su un particolare, il libro era  chiuso da un lucchetto sul bordo destro, evidente sicurezza rispetto a sguardi non desiderati,  il lucchetto era aperto e la tentazione era grande. Jonas, emozionato ma incuriosito, stava per aprirlo quando udì una voce, che gli   sussurrava nella sua mente : “attento caro lettore,  conoscere il contenuto di questo libro può farti diventare il protagonista di una storia dalle mille avventure e vivere in quella realtà. Se  poi vuoi tornare nel tuo mondo devi fare due cose, la prima dire il tuo nome al contrario e la seconda farti dare la chiave del lucchetto dal mago Baldur, …se ci riesci”.

Jonas sbigottito  chiuse di colpo il libro semiaperto con il cuore che batteva fortissimo dall’emozione,” forse sto ancora dormendo e sto sognando” pensò, ma poi guardò con attenzione i segni della copertina, sembravano una specie di  stelle intrecciate   con una sfera al centro.

Figura 4 il simbolo della sfera del potere


La tentazione era forte così le accarezzò e il libro si aprì  da  solo  con una nuvola di polvere, scesa la polvere Jonas si accorse che il libro emanava una fioca luce verdastra. Jonas allora avvicinò alla luce della lampada il libro e lesse le parole della prima pagina : qui comincia la tua avventura.

cap 2 jonas apre il libro e scopre un nuovo mondo

 

Figura 5 Baldur il mago nasone



Jonas si ritrovò improvvisamente in una stanza illuminata unicamente dal bagliore di un caminetto, si stropicciò gli occhi per vedere meglio e guardando in giro si accorse che vicino al caminetto  vi era un uomo alto, magro con barba e capelli molto lunghi, un cappellaccio gli copriva la testa , vestiva una tunica logora e stropicciata, accanto a caminetto sonnecchiava un gatto nero. Era seduto con un gomito appoggiato ad un tavolo  e Jonas lo vedeva di spalle mentre  mormorava frasi in una lingua sconosciuta e accarezzava con le lunghe e ossute mani una sfera di cristallo. Ad un certo punto l’uomo si accorse della presenza di Jonas e girandosi verso di lui disse con voce cavernosa “tu che te ne stai nell’ombra a spiarmi chi sei? Che cosa vuoi dal mago Baldur”. Jonas ebbe così modo di vedere per la prima volta la faccia di un mago appartenente alla stirpe dei grandi nasi bitorzoluti e , pensò Jonas, il mago Baldur, visto lo strano naso tutto storto e pieno di bozzi e verruche ne era un degno rappresentante. “Scusi signor mago Baldur, non so cosa mi sia successo, io ho solo aperto il libro e adesso mi trovo qui, ma non volevo ne spiarla ne disturbarla in nessun modo” rispose Jonas. Baldur nascose la sfera in una tasca  e borbottò girandosi verso il fuoco “Sii dicono tutti così, arrivano qui per..per .. caso, trovano un libro lo aprono e non sanno niente poverini… bah.”
“Io sono Baldur il decano dei maghi dal grande fiuto, riusciamo a fiutare l’odore delle bugie anche a tre miglia di distanza e anche altri odori, alcuni gradevoli cioè quelli che noi chiamiamo Signorprofumo e quelli sgradevoli che chiamiamo granfetore. Decano significa che sono rispettato da tutti per le mie doti magiche e la mia saggezza, quindi tutti e dico proprio tutti , maghi e fate,  si affidano a me, nel bene e nel male.

 Si , sento dal tuo odore, non proprio un Signorprofumo, ma un odore che sa di verità quindi deduco  che dici proprio il vero, però hai scelto un momento   sbagliato per aprire il libro perché il mio naso mi sta dicendo che siamo in pericolo, sto fiutando un granfetore vediamo cosa succede” disse  Baldur e prese la sfera dalla tasca e iniziò a strofinarla con forza, la sfera si illuminò e anche se distorte e un po’ sfocate comparvero delle figure che correvano, Jonas si avvicinò al mago per vedere meglio e chiese al Mago “chi sono?”. “Sono gli Ucumar che vogliono impossessarsi della sfera e dei poteri ad essa connessi, la sfera può fare molte cose  e se usata male può essere molto pericolosa.” “Ma chi sono questi Ucumar?”  chiese ancora Jonas, “uffa ma non li vedi? Sono esseri malvagi disposti a tutto per ottenerla meglio filarcela”. “Ma dove andiamo?” “UUU quante domande, seguimi, quando siamo  al sicuro ti risponderò!”

 cap 3  Baldur conduce Jonas al sicuro e gli rivela iperlandia e gli ucumar

Figura 6 esemplare di UCUMAR

Il mago si chinò e aprì una botola del pavimento di legno, una luce filtrò dall’apertura proveniente dal locale sottostante illuminando una scala, il mago diede la mano a Jonas che si affrettò a scendere gli scalini dietro al mago, la botola si chiuse con un tonfo. Percorsero un ampio corridoio su cui si aprivano tre porte, i due attraversando la terza porta in fondo al corridoio ed entrarono in una spaziosa  sala, rivestita di pregiato legno di quercia, al centro dominava la scena un tavolo massiccio e ai lati tanti scaffali contenenti cose da maghi cioè le più strane.

Figura 7 particolare della sala delle lezioni

Jonas sempre più emozionato ma confuso e curioso si guardò intorno cercando di capire la funzione di quella sala, si stava soffermando con lo sguardo su una scaffalatura particolare, che conteneva ad ogni ripiano una serie di  bottigliette, boccette e contenitori di diverse forme e colori sui quali vi erano appiccicate  etichette che ne spiegavano il contenuto, quando il mago parlò: “Jonas siediti, capisco che ti senti sottosopra, non è di tutti i giorni essere catapultati in un mondo come questo, ma c’è un motivo per cui è successo, è stata la sfera a chiamarti, tu sei importante per un motivo che ti dirò in un secondo momento. Adesso ti spiego dove siamo” Jonas interruppe il mago e obiettò “mi scusi signor mago ma io dovrei tornare indietro subito, nel mio mondo, i miei genitori si saranno svegliati e mi cercheranno preoccupati della mia assenza, mi faccia tornare da loro la prego” Il mago rispose “ non ti preoccupare, i tuoi stanno ancora dormendo e ciò che succede in questo luogo, anche se ti può sembrare un tempo lunghissimo in realtà nel tuo mondo corrisponde a soltanto un attimo, stai tranquillo” “ Questo mondo, questa realtà in cui siamo adesso, si chiama Iperlandia ed è molto diversa dal tuo mondo e dalla tua realtà, si tratta di un territorio ricco  di boschi, fiumi, laghi e colline ed è abitato da genti diverse che condividono città e paesi .  Questo mondo è diviso in due parti, a est si trova il paese degli Ucumar, e a ovest separato da una catena  montuosa, i monti Sibilini, si trova il paese dei Maghi e delle Fate. Anche  I monti che ci separano rivolti dalla nostra parte sono ricchi di boschi e vegetazione, dalla loro parte costituiti, quella degli Ucumar, solo da rocce scure. Gli Ucumar sono una  specie di omuncoli pelosi, molto pelosi, simili ad un incrocio tra un orso e un uomo,  ma di indole generalmente cattiva, fisicamente sono di corporatura robusta e quasi tutti dotati di grande forza, pensa che devono tagliarsi i capelli due volte al giorno altrimenti non ci vedono più, visto che i loro capelli ricrescono a grande velocità e gli ricoprono gli occhi. Sono perlopiù  genti cattive dato che non  conoscono l’amore, ma solo brutti sentimenti come  l’invidia, la brama di potere, mentono con grande facilità,  godono, nel far del male al prossimo, cioè sono contenti  nel far soffrire gli esseri viventi, non si curano della natura anzi la disprezzano e spesso si azzuffano per un nonnulla.  Tra loro ci sono alcuni Ucumar particolarmente cattivi  chiamati Ucustregoni  che si dedicano a pratiche legate alla magia nera. A causa del loro comportamento il paese è brullo, cioè  quasi completamente privo di vegetazione, non ci sono alberi né fiori ma solo un po’ di erba grigia, è  inquinato dai fumi delle loro ciminiere e avvelenato dalle esalazioni delle loro fabbriche, pochi animali vivono in quei luoghi e ci odiano perché la nostra parte di questo mondo è l’esatto contrario del loro” il mago fece una pausa per riempire una pipa con del tabacco e poi continuò.

Cap 3  Miciomacio e  La sfera

Figura 8 Miciomacio

 “ Gli Ucumar sono venuti a conoscenza dell’esistenza della sfera e del suo potere, faranno di tutto per averla e quindi distruggere noi e la nostra terra.”

 A questo punto  udirono un gran trambusto proveniente dal soffitto cioè dalla stanza dove erano prima, grida selvagge  si mescolavano ai suoni simili a quelli dei gatti quando si azzuffano. Jonas intimorito guardò in alto e disse ”cosa succede di sopra? Sembra una furiosa lotta” Il mago sorrise con fare misterioso e rispose: “ E’ Miciomacio che trasformato in Maciomicio  dà il benvenuto ai Ucumar  “ “Miciomacio chi?” disse Jonas  “ Miciomacio è il mio Gattogatto” Jonas : “cioè?”
“Devi sapere che qui c’è solo una specie di gatti che sono solo gatti e noi li chiamiamo appunto i Gattogatto per distinguerli da altre specie di felini che sono dei gatti imparentati con altri animali come ad esempio i gattiporco che hanno la coda simile ad una molla come i maiali e come i maiali grugniscono invece di miagolare, o i gattoistrice che se sbagli di accarezzarli nel verso giusto ti pungono la mano con il pelo che diventa duro e aguzzo come gli aculei dell’istrice oppure il gattovolpe

Figura 9 un vero gattovolpe

che come la volpe ha il pelo rigorosamente rosso, il muso un po’ appuntito ed è un furbone proprio come lei. Il Gattogatto ha però due particolarità : la prima è che il Gattogatto è un combattente acerrimo nemico dei Ucumar, la seconda è che se fiuta un pericolo derivante dalla presenza di questi può diventare enorme, quanto una tigre, e i suoi artigli in questo caso diventano micidiali, e il mio  Miciomacio è un grande Gattogatto, se  io sono il decano dei Maghi nasoni Gattogatto è il decano dei Gattogatto per la sua mole e per la sua ferocia nei confronti degli Ucumar. In questo momento, diventato Maciomicio, sta spiegando ai Ucumar che a quanto pare hanno divelto la porta d’ingresso per aggredirci e rubarci la sfera, che è meglio per loro battere in ritirata.”

Figura 10 Miciomacio si trasforma in  Maciomicio



“Ti stavo dicendo “ continua il mago “che c’è un motivo per cui sei qui , sai… non sei il primo viaggiatore di mondi, tanti anni fa è venuto in questo mondo un bambino, sembrava più o meno della tua età, bel bambino, ti assomigliava anche se era biondo e tu sei scuro di capelli , si chiamava Andrea”.
Sia  Andrea che tu Jonas siete stati chiamati dalla sfera perché aveva sentito il pericolo derivante dalla bramosia dei Ucumar nei suoi confronti e sai perché? Per il semplice motivo che gli Ucumar non si accorgono della presenza degli umani se questi sono dei bambini. Per questo ti consegno la sfera, ma ti avverto non essere curioso e non attivarla strofinandola come mi hai visto fare pocanzi  perché potresti pentirtene, custodiscila con cura e dicendo queste parole porse a Jonas un sacchetto di pelle contenete la sfera .

Jonas rimase impietrito da quelle parole, quando si riprese mise il sacchetto con la sfera in una tasca del pigiama e pensò: “ Io un viaggiatore di mondi che deve salvare  Iperlandia e la sua magia proteggendo la sfera dai malvagi, ma è pazzesco…  e chi era quel bambino prima di lui?”  Il mago vide che Jonas era un po’ pensieroso e gli disse “vieni Jonas indossa questa, mettila pure sopra il pigiama, è abbastanza larga e comoda “ e gli porse una tunica della sua misura,” non puoi mica andare in giro  con addosso solo il tuo pigiama, ma sarai affamato vero? “ continuò il mago “Scommetto che non hai ancora fatto colazione” e  dicendo quelle parole Baldur lo accompagnò in un’altra stanza varcando la seconda porta ed entrando in quella che doveva essere una cucina, Jonas vide che sul tavolo erano già apparecchiati due posti per la colazione, tazze, posate e tovaglioli. Qui il mago prese da una dispensa pane miele e latte, li mise su di un tavolo accanto alle tazze e invitò Jonas a mangiare. Jonas un po’ intimorito disse “scusi signor mago, ma io non bevo il latte di mucca  perché non mi piace, faccio fatica a digerirlo” “non ti preoccupare non è latte di mucca ma di un particolare animale che vive solo qui , il cacaociù, assaggia… sa di cioccolata ed è digeribilissimo” .
Poco convinto Jonas posò le labbra sulla tazza, sorseggiò un po’ di  quella bevanda che il mago gli offriva e  meravigliato si accorse che il mago aveva detto la verità,  sembrava latte ma sapeva di cioccolato, il cioccolato più buono che avesse mai  bevuto in vita sua, sapeva come di nutella ma era liquido e bianco come il latte.

Rinfrancato dalla ottima colazione  a base di latte dal sapore nutellesco , pane e miele Jonas chiese al mago “ signor mago nella stanza dove eravamo prima ho visto una quantità enorme di  bottigliette di tutte le forme e colori cosa sono?” “ vieni che ti mostro” rispose Baldur e tornarono nella grande stanza con le pareti di legno.

Cap 4  la stanza degli odori

Figura 11 bottigliette… boccette, contenitori vari

Quando furono difronte agli scaffali con le bottigliette il mago si rivolse a Jonas “devi sapere Jonas che in questa grande sala si studiano le arti di vario tipo , la magia buona, riconoscere e classificare gli odori, i  suoni e i sapori  a seconda della loro provenienza.

Figura 12 Jonas nell’angolo degli scaffali con le bottigliette

Noi maghi dal grande naso in particolare addestriamo i piccoli maghi a riconoscere i vari tipi di odore, distinguendo quelli buoni cioè i Signorprofumo, in tutte le sue gradazioni e sfumature  da quelli cattivi cioè i granfetore. Queste  ci servono appunto per le lezioni. Vuoi sapere quali cose o situazioni emanano un Signorprofumo ?

Figura 13 le boccette del Granprofumo

“ certo “ rispose Jonas “sono tutto orecchi”  Baldur con fare serio continuò “  sono Signorprofumo, la bontà d’animo, la verità, la correttezza di comportamento, fare cose belle e intelligenti, amare la natura, gli animali e l’ambiente che ci circonda  “ direi però ” continuò il mago “che il più buon Signorprofumo che ho mai sentito riguarda l’amore nella sfumatura del disinteresse. Cioè quando una persona ama senza voler nulla in cambio, ha un ottimo Signorprofumo anche  la buona azione che consiste nell’ aiutare il prossimo, specialmente se in difficoltà, si tratta di una forma particolare d’amore e per prossimo intendo ogni essere vivente compresi i vegetali. Le buone azioni profumano veramente tanto. Poi il mago prese una boccetta dallo scaffale dell’amore , la stappò e nella stanza si senti subito un effluvio di Signorprofumo buonissimo. “lo sento anche io “ gridò Jonas tutto contento. Poi il mago si rivolse verso lo scaffale con  quasi tutte di vetro scuro.

Figura 14 bottigliette di granfetore

“Vedi Jonas quelle  scure? Sono campioni, cioè piccole o piccolissime quantità, di granfetore, proprio  quello emanato dalle cose cattive. Così come ci sono vari gradi di cattiveria così ci sono diversi granfetore, dal più terribile  al quasi sopportabile”, e così dicendo prese una bottiglietta grigia e la stappò e subito nella stanza un odore sgradevole di muffa permeò l’aria, “questo” disse il mago “ è quasi sopportabile, si tratta del Granfetore delle mezze verità” “che cosa sono le mezze verità” chiese Jonas “bè ti faccio un esempio: due pescatori sono in una barca. Spiros e Dionisi. Spiros  dice a Dionisi : ieri ho pescato un pesce, incredibile, era grande così  disse allargando le braccia,  pensa che  pesava 10 kg.  Ma Dionisi non sapeva che era vero solo il fatto che Spiros aveva pescato si, ok,  un pesce, ma era molto piccolo e pesava poco. Quindi si trattava di una verità a metà perché l’altra metà era una bugia. Se anche tu impari a riconoscere questo Granfetore saprai quando qualcuno ti dice una mezza verità.

In ogni caso sono molto puzzolenti le bugie, il rubare, fare del male al prossimo e tutti i cattivi comportamenti , o certi brutti sentimenti come ad esempio l’invidia  o l’odio, credere di essere superiori agli altri per un motivo non giustificato,  e così via. Riassumendo e semplificando, i buoni sentimenti profumano quelli cattivi puzzano.

Cap 5  Jonas viene presentato al Gran Consiglio della magia

E così dicendo Baldur prese per mano Jonas e lo condusse attraverso la botola nella stanza principale della casa dove erano poco prima. “Vieni, adesso siamo al sicuro, Miciomacio ha fatto piazza pulita degli Ucumar,  usciamo ti devo presentare al  Gran Consiglio della magia con a capo Iodur il mago più anziano di Iperlandia”.  Jonas aprì la bocca ma il mago lo anticipò, “il Gran Consiglio si riunisce nell’Abradobra, cioè nella casa comune dei maghi e delle fate qui vi sono rappresentati i maghi delle tre stirpi: oltre a noi cioè i maghi nasoni, i Maghini alti e magri come grissini, ma dalla vista acutissima e i Maghetti rotondetti dalle grandi orecchie, abilissimi nell’ascoltare e interpretare anche i suoni più lontani  e poi le fate delle tre cerchie: le fate fatali chiamate così perché utilizzano la magia per prevenire le disgrazie o per rimediare a certi guai, inoltre  sono anche bravissime a bloccare  gli Ucumar di cui sono fiere nemiche, le fate randagie che girano tutto il paese per aiutare ogni essere vivente quando sta male  e le fate salterine le quali quando riescono a fare una magia benefica non possono fare a meno di saltare di qua e di la battendo le mani e gridando dalla gioia.

Il Gran Consiglio si riunisce una volta all’anno per decidere cose utili come il calendario delle rappresentazioni magiche, o più serie e importanti come ad esempio quali pratiche magiche sono ammesse e quali vietate, e poi si riunisce in caso di calamità, ad esempio è stato necessario l’anno scorso dato che abbiamo sofferto per un  periodo in cui il livello di magia era piuttosto scarso, ma così basso che non si era mai visto prima, o per un pericolo imminente come sta succedendo adesso”.

Jonas cercando di mettere insieme tutte quelle stranezze che stava vivendo e ascoltando disse al mago: “ sig. Baldur lei mi parla di maghi, fate e magia… ma nel mio mondo questa cosa  non esiste se non nei racconti e nelle favole”.

“Bè disse il mago in effetti sei proprio finito in un libro, un libro magico che ti ha portato in un altro mondo, più semplice e complicato allo stesso tempo rispetto al tuo. Ascolta cercherò di farti capire alcune cose, vedi Jonas  la magia fa parte della natura stessa di Iperlandia, è come l’aria da voi, è dappertutto o… quasi, potresti vivere senza aria? No di certo , anche noi senza magia saremo morti o simili agli Ucumar, malvagi e vuoti  dentro. Però, pensando al vostro mondo, vi è tra i rispettivi mondi una piccola e incerta analogia. Infatti anche da voi si parla di magia ma senza sapere in realtà che cosa è. Avete gli  spettacoli di magia dove certi umani, pseudo maghi,  vi intrattengono e meravigliano facendo cose che sembrano magiche ma in realtà sono solo trucchi, illusioni, che di magico non hanno nulla.

E poi l’uso delle vostre parole, hai mai sentito certi discorsi come ad esempio: è un momento magico, o esclamazioni come: è una magia, oppure oooh quello è proprio un mago?  Sono espressioni, modi di dire che indicano una cosa o un avvenimento eccezionale, spesso  difficilmente  spiegabile ed ecco che entra in gioco la parola MAGIA, ma ti dico di più, per noi la magia è una forza simile a certi stati d’animo.

Ti sei  mai emozionato guardando una cosa così bella da restare senza fiato ? Sei ancora piccolo e forse non ha avuto molte esperienze di questo tipo ma prova ad immaginare di essere al mare quando il sole si immerge all’orizzonte, al tramonto, e colora di rosa tutta la superficie dell’acqua… che splendore, o all’opposto durante l’alba guardare il sorgere del sole da una collina con i raggi che schiariscono piano piano tutto il paesaggio con una luce chiara e vivida ecco di  fronte a queste situazioni si può provare una forte emozione e poi un senso di pace, di benessere fuori e dentro di te, e di sentirsi parte di quel meraviglioso spettacolo…  la stessa cosa può succedere  in altre occasioni… per esempio quando le labbra di tua mamma ti sfiorano la pelle per il bacio della buona notte … o  la consapevolezza di avere un fratellino meraviglioso e dopo di ciò sentirti strano ma felice , Ecco queste sensazioni, chissà se ne riconoscerai qualcuna in questo tempo, magari più avanti negli anni ne avrai l’occasione…sei ancora un cucciolo … queste sensazioni  dicevo, che si possono provare  a volte, sono molto simili alla magia buona che pervade la nostra parte di Iperlandia.  Certo da noi questa magia è molto più… come dire…densa, è una forza come dicevo prima. La possiamo sentire sulle dita e la possiamo usare per molti scopi.    “Ma come non usate le bacchette magiche per usare la magia e  i vostri incantesimi?” disse Jonas    Baldur rispose “forse hai visto troppi film, ti pare possibile che un legnetto possa fare e disfare incantesimi e magie varie? No la vera magia risiede nei nostri cuori, ci nutre fin da piccoli insegnandoci i valori del nostro mondo, ci insegna a  distinguere il bene dal male . Noi possiamo farla scorrere nel nostro corpo fino a farla arrivare potenziata alle dita delle mani, all’indice in modo particolare, da cui , se tutto va bene , scaturisce l’energia necessaria alla realizzazione dell’incantesimo. Se avrai l’occasione di vedere un mago all’opera potrai osservare il fluido azzurrino, una specie di piccolo fulmine benefico, che partendo dal dito indice colpisce l’oggetto dell’incantesimo” 

E così parlando  e camminando per le vie di Iperlandia, arrivarono di fronte all’Abradobra cioè all’edificio che ospitava la sala delle riunioni del Gran Consiglio.

Si trattava di un edificio imponente,  di due piani e di forma circolare, di aspetto piuttosto austero, su cui muri si aprivano diverse finestre.

Per entrare si doveva passare attraverso un grande portone di legno massiccio su cui troneggiava uno stemma identico, ma molto più grande, di quello del libro che riluceva allo stesso modo.

Figura 15 il battacchio del portone di Abradabra

Baldur prese il Batacchio  e bussò per tre volte e gridò “aprite sono Baldur e accompagno Jonas, il portatore e protettore della sfera al cospetto del granconsiglio”
Il portone si aprì sospinto da due maghi di una certa mole e dalla stirpe incerta e questi dissero all’unisono ”venite il GranConsiglio vi aspetta”.

Così si diressero verso la sala delle riunioni, entrarono e udirono subito un brusio di voci , si trattava dei maghi e delle fate che incuriositi, ma anche preoccupati e attenti a non trasgredire le regole del buon comportamento magico , aspettavano di vedere chi era l’umano  protettore della sfera accompagnato dal loro decano.

La sala era stipata dalle genti dato che per l’occasione era presente non solo il Granconsiglio al completo ma anche molti spettatori che riempivano le gradinate che la attorniavano  .

Cap 6  Baldur rivela al Gran Consiglio il pericolo imminente e presenta Jonas

Baldur e Jonas si sedettero di fronte al  Granconsiglio e alle genti di Iperlandia.

Baldur non fiatò fino a che il silenzio fu totale e solo allora si alzò in piedi e battendo sul pavimento con il proprio bastone  magico disse con voce tonante ” Consiglieri e popolo di Iperlandia, mi conoscete sono Baldur dei grandi nasoni, decano di questa stirpe e ho convocato io il GranConsiglio. Siamo qui al vostro cospetto consiglieri e popolo di Iperlandia, per due motivi, il primo è che la situazione si sta aggravando, sempre più spesso bande di Ucumar, nonostante gli incantesimi protettivi e le guardie gattogatto, riescono a passare indenni i monti sibillini e raggiungere il nostro territorio. Questo fatto è da imputare alla magia nera degli Ucustregoni e  dei loro malefici incantesimi. Così ci informano i Maghini dalla vista acuta e i Maghetti che ascoltano , grazie al loro udito potente e finissimo, il loro immondo frastuono quando attraversano la frontiera. La conseguenza è che al loro passaggio la natura soffre e gli esseri viventi si ammalano. Inoltre Gli Ucumar Sono alla ricerca, della sfera per sottrarla a noi maghi. Noi sappiamo che il nostro mondo e la magia dipendono da essa, quindi dobbiamo prendere le necessarie contromisure e prepararci alla difesa delle cose che amiamo. Sapete fin troppo bene che gli Ucumar non rispettano nessuno, tanto meno i maghi e le fate, vogliono impossessarsi della sfera e lo faranno a qualsiasi costo, distruggeranno tutto ciò che si frappone tra loro e l’oggetto del loro desiderio. Da poco abbiamo subito un violento attacco da parte degli Ucumar a casa mia, hanno divelto la porta attirati dalla presenza della sfera, ma grazie all’intervento di Miciomacio sono fuggiti con la coda in mezzo alle gambe, Si tratta comunque  di un segnale importante del pericolo che corriamo, se sono arrivati nel cuore di Iperlandia, nella nostra città e aggirarsi tra le nostre case non possiamo aspettare oltre.

Il secondo motivo per cui ho convocato il GranConsiglio riguarda proprio la protezione della sfera.

 La sfera stessa avvertendo il pericolo ha chiesto l’aiuto di un essere appartenente ad un altro mondo, quello degli umani, come già accaduto negli anni passati.

 Vi presento Jonas, nostro campione e protettore della sfera.” E battendo una seconda volta sul pavimento di legno con il bastone magico fece alzare in piedi Jonas che fu accolto da uno scrosciante e convinto applauso.

Jonas si alzò dalla sedia si affiancò a Baldur, fece un inchino e disse con voce decisa “salve popolo di Iperlandia i miei omaggi a voi e a tutto il granconsiglio. Per quanto sono solo un bambino , cercherò comunque di essere degno del compito che mi avete affidato, questo meraviglioso e fantastico paese non merita di finire in rovina a causa della malvagità di questi esseri. Farò di tutto  per proteggere la sfera dalle luride mani degli Ucumar” .

A queste parole rispose il boato del pubblico che apprezzava il discorso di Jonas.

Jonas e Baldur si sedettero nuovamente  e il suono di un gong si ripeté tre volte al fine di far tornare il silenzio. Tornata la calma si alzò un mago nasone molto anziano che prese la parola: “ Sono Iodur il mago più anziano del GranConsiglio e a suo nome ringrazio il mago Baldur per il lavoro che svolge a favore delle nostre genti, chiedo a tutti voi popolo di Iperlandia di aiutare e favorire l’azione del cucciolo d’uomo, il protettore della sfera nel suo difficile compito. Ora il Granconsiglio si ritira con Baldur e Jonas in una stanza privata per mettere a punto il piano di salvaguardia della sfera. Buongiorno  a tutti”

Figura 16 Baldur e Jonas al cospetto del Granconsiglio

Cap 7  Il piano per la protezione della sfera

La folla uscì ordinatamente dalla sala delle riunioni mentre il Granconsiglio si dispose attorno ad un tavolo nella stanza che lo ospitava.

Baldur prese la parola “ come sapete siamo in grave pericolo e dobbiamo fare qualcosa, io propongo che la sfera sia rimessa al suo posto, dove rimarrà al sicuro,  fintantoché non riusciremo a contrastare efficacemente le scorribande degli Ucumar”.  Iodur ribatté “ hai ragione Baldur, è l’unica cosa da fare anche se rimettere la sfera al suo posto significa portarla alla grotta della speranza  che si trova a Nord ai piedi dei monti fatati e riporla all’interno della conchiglia celeste, un viaggio tra mille incognite. “
“certo è necessario” disse il Maghetto Sibur, rappresentante dei Maghetti rotondetti, però dobbiamo anche tener conto che la sfera racchiusa nella conchiglia celeste perde molto del potere nella diffusione della magia e questo a lungo andare ci porterebbe danni enormi” “E’  così”  ribattè Baldur proprio per questo dobbiamo fare in fretta e agire su due fronti, accompagnare Jonas alla grotta e prepararci per resistere all’invasione degli Ucumar .

Per questo la prima cosa da fare è presidiare e rinforzare la frontiera con altri gattogatto e poi mettere a punto una serie di incantesimi per bloccare una loro eventuale avanzata nel caso riescano a superare i gattogatto, e questo può succedere solo se il loro numero sarà tale da battere la ferocia dei nostri guardiani felini.

La fata fatale Dimitra prese la parola” è necessario avvertire ogni stirpe e ogni cerchia di quello che sta succedendo, omettendo ovviamente il ricorso alla grotta della speranza, ma non solo, dobbiamo anche avvertire ogni fratello e sorella di essere pronto a ricevere gli invasori nel migliore dei modi magici.”

“avete tutti ragione” disse Baldur “ma per prima cosa dobbiamo trovare il modo di  far arrivare il protettore della sfera sano e salvo alla grotta della speranza, per questo  propongo di formare una compagnia costituita da un Maghino nella persona del qui presente Filino, un Maghetto nella persona di Sibur e ovviamente da me. Dobbiamo essere agili e veloci per questo non porteremo alcuna fata ma chiediamo il loro aiuto nel percorso del viaggio. Per questo ti chiedo cara fata Dimitra  di far giungere questa richiesta a tutte le cerchie in qualità  di  fata decana di tutte le fate, che ne dici?” “bè” rispose fata Dimitra “io speravo di farmi un viaggetto in vostra compagnia, ma forse hai ragione , possiamo essere più efficaci in questo modo e darvi assistenza nei punti più pericolosi del viaggio, avvertirò   per questo le fate delle tre cerchie”.

“Bene” disse il mago Iodur “se tutti siamo d’accordo si farà così, il GranConsiglio è sciolto.”

Cap 8  i preparativi per il grande viaggio
 

i componenti del Granconsiglio si alzarono e uscirono tranne i componenti della strana compagnia. Baldur li fissò serio negli occhi uno ad uno e disse ” Il compito che ci attende è allo stesso tempo arduo e di importanza capitale per la sopravvivenza del nostro mondo come lo conosciamo ora” fece una pausa e continuò “quindi preparatevi per un lungo viaggio, provvedete a procuravi il necessario, cibo, vestiti di ricambio e quant’altro possa servire,  ci troviamo questa sera a casa mia per discutere i dettagli della partenza”. Quindi dopo essersi salutati andarono ognuno per la propria strada.

Jonas e Baldur arrivati a casa dopo essersi rinfrescati e lavati per bene le mani, pranzarono ognuno raccolto nei propri pensieri sino a che Jonas interrompendo il silenzio chiese “mi può spiegare Grande mago Baldur come faremo a evitare i pericoli del viaggio e sottrarci alla minaccia degli Ucumar?” Baldur guardò Jonas di sottecchi e disse  “immagino che tu sia spaventato e ne hai ben donde, ma devo dire che stamane ti sei comportato bene di fronte alla folla e al Granconsiglio, hai dimostrato coraggio e determinazione, bravo. Per quanto riguarda il viaggio sino alla grotta della speranza nei monti fatati dovremo superare o, se possibile,  evitare alcuni punti del territorio non proprio facili e sicuri, come ad esempio le paludi fangose, famose per la magia negativa che emanano e il Boscoscuro di cui anche noi Maghi e Fate temiamo ciò che si nasconde nella sua oscurità , e poi  dovremo pernottare alla taverna del lupo a Onirot, detta anche la città dei maghi…. Ma anche gli Ucustregoni sono dei maghi… maghi che usano la magia nera  per fare cose malvage, quindi dovremo fare molta attenzione . E così dicendo si avvicinò ad un armadio, ne prese un rotolo di pergamena che si rivelò essere una  mappa e una matita consunta, Baldur aprì la  mappa la appoggiò  sul grande tavolo dopo aver spostato le stoviglie con un ampio gesto  del braccio” “ecco vedi Jonas “disse continuando  “ noi siamo qui , questa è la mia casa…la puntò con un dito dopo aver messo la matita tra i denti e continuò borbottando pensieroso,” dobbiamo arrivare a Nord, estremo nord, in prossimità dei monti fatati, salire al monte Riottoso, trovare la grotta della speranza e la conchiglia celeste” prese la matita dalla bocca e tracciò una linea nera irregolare da sud a nord che congiungeva la sua casa con la grotta della speranza,” la mostrò a Jonas dicendo ”questa è la via più breve,  se tutto va bene due giorni di viaggio, certo è la via più breve per raggiungerla, maaa… non sempre la via più breve è la più sicura quindi”  disse tracciando una seconda via con una matita di colore rosso  che si intersecava con la nera solo ad un certo punto della mappa, forse è meglio seguire questa. Ma adesso andiamo a riposare , questa sera abbiamo ospiti e dobbiamo riceverli nel migliore dei modi”.

Baldur si alzò e lasciò Jonas a studiare la mappa, controllò che i lavori per ripristinare la porta fossero stati eseguiti correttamente e  che Miciomacio avesse mangiato e bevuto adeguatamente, quindi  lo toccò, fronte contro fronte, fino a che Miciomacio con un brontolio profondo fece capire al mago che aveva compreso la gravità della situazione e   che avrebbe provveduto subito al controllo degli ingressi della casa. Baldur poi accompagnò Jonas nella sua stanza al piano di sopra,  una cameretta piuttosto semplice, ma funzionale con un letto e un armadio e …

Cap 9  Jonas viene presentato ad Artur il follefolletto

 Artur

Jonas si svegliò che era sera avanzata, il sole era già tramontato ma c’era ancora un po’ di luce, udì un borbottio che proveniva dal piano di sotto, sbadigliò e andò in bagno, si lavò per bene mani e faccia poi scese le scale, nell’ampia sala da pranzo scorse i maghi, che,  pur avendo a disposizione  sul tavolo la mappa e i migliori dolcetti e il miglior idromele di Iperlandia non se ne curavano ma discutevano animatamente con un essere dall’aspetto piuttosto strano, la pelle di colore verde e le orecchie a punta, questi  aveva una bocca larga che sorrideva e rideva  in continuazione, portava un cappello rosso e un abito costituito da giacca e pantaloni attillati.

Quando entrò tutti si girarono verso di lui e la conversazione  si interruppe.

Così Jonas, per niente intimorito dai presenti, ma incuriosito dall’aspetto del nuovo arrivato disse “buonasera a tutti… mi sono perso qualcosa?”

“Salve Jonas, ti sei riposato? “ disse Baldur che continuò “ Jonas questo è Artur Il follefolletto messaggero personale della Fata Dimitra, Artur ti presento Jonas , colui che ci deve salvare, salvare noi e tutta Iperlandia per mezzo della sfera”.

Il follefolletto, lo scrutò con curiosità poi  un largo sorriso  si dipinse sul suo strano volto, Artur fece un inchino nella direzione di Jonas che ricambiò il saluto.

“Ti metto al corrente di quanto abbiamo deciso con i colleghi maghi” continuò il mago Baldur…” non percorreremo la via  più breve come pensavamo , ma faremo una deviazione per evitare o comunque  ridurre al minimo, i pericoli che sicuramente dovremo affrontare in questa avventura. Non ti nascondo che non si tratta della via più agevole, dovremo affrontare invece degli ostacoli piuttosto insidiosi.”

Il mago poi si rivolse a Sibur e Filino:

“Artur, che come saprete è il messaggero della fata Dimitra, ci porta notizie poco rassicuranti: una nuova banda di Ucumar ha attraversato il confine delle nostre terre sfuggendo al controllo dei Gattogatto con uno stratagemma. Gli Ucustregoni hanno usato l’incantesimo dei rattirognosi.  Una miriade di topi rognosi si sono riversati nel guado del fiume amaro attraversandolo , i gattogatto li hanno rincorsi e cacciati, così  gli Ucumar hanno approfittato della confusione e avuto buon gioco nel passare nei nostri territori.
 Partiremo domani mattina presto, ognuno di noi si preparerà come meglio crede, appuntamento qui all’alba.”

Gli ospiti uscirono salutando Baldur.

Baldur si accinse a preparare la cena: si concentrò agitando le mani ossute dalle lunghe unghie, chiuse la mano a pugno con l’indice proteso verso la tavola  mormorò alcune parole magiche, e questa si riempì di stoviglie e piatti con pietanze fumanti che fecero compagnia ai dolcetti. I due cenarono con appetito e soddisfazione,  Jonas infatti  pur avendo lo  stomaco un po’ stretto al pensiero di cosa, e quali avventure  l’attendevano, si disse che era inutile essere in ansia in quel momento  e fece onore ai cibi magicamente apparsi, soprattutto ai dolcetti di Iperlandia.

Terminata la cena Jonas interruppe per primo il silenzio e chiese al mago “chi sono i follifolletti e che ruolo hanno in questa faccenda” Baldur stette in silenzio riempiendo la pipa col tabacco della buona digestione, l’accese e disse” Sai Jonas i follifolletti, tanto tempo fa erano stati catturati dagli Ucumar e resi schiavi dagli Ucustregoni, tutto il loro popolo doveva sottostare ai maltrattamenti  imposti  da quegli esseri malvagi, pensa che il popolo dei follifolletti era costituito da genti molto allegre,  erano felici quando potevano ridere e amavano la natura e fare scherzi innocenti, si insomma erano un po’… mattacchioni, di qui il nome di follifolletti,  ma erano simpatici e non facevano del male a nessuno. Bene, da quando erano diventati schiavi degli Ucumar si erano intristiti, non avevano più voglia di ridere, questa condizione stava cambiando la loro natura gioiosa e stavano sempre più male, deperivano a vista d’occhio. Un giorno Artur riuscì a sfuggire ai guardiani Ucumar e chiese aiuto alla Fata Dimitra la quale impietosita si diede da fare. Dimitra, aiutata dalle altre fate mise a punto un sortilegio così potente da liberare quel popolo. Le decane delle tre cerchie di fate Si avvicinarono alla frontiera e recitarono assieme la potente formula magica prodotta allo scopo , il risultato fu una spaventosa tempesta che fece nero il cielo con tuoni e fulmini, un vento fortissimo si avventò contro i guardiani della prigione in cui erano rinchiusi i follifolletti e ne  furono paralizzati . I cancelli della prigione si aprirono, abbattendosi al suolo, permettendo così la fuga dei  follifolletti. Gli Stregoni Ucumar arrabbiatissimi non poterono intervenire perché si trattava di una magia molto potente, così furono liberati i poveretti che riconoscenti promisero alle fate eterna amicizia. Artur in particolare giurò di non abbandonare mai fata Dimitra ma di servirla con fedeltà in eterno limitando al massimo gli scherzi (cosa assai difficile per un follefolletto).  Baldur spense la pipa e disse” Bè è ora di andare a letto, domani ci aspetta una difficile giornata” e  i due se ne andarono a dormire.

cap 10 partenza

Alle prime luci dell’alba il mago scosse Jonas per svegliarlo dicendo ”dai Jonas preparati dobbiamo partire” Jonas fece una rapida toeletta in bagno, si vestì con i comodi indumenti da viaggio  che il mago gli aveva lasciato sul letto : pantaloni attillati di stoffa calda e resistente, una giacca comoda e ricca di tasche, infilò in una di quelle interne il sacchetto con la sfera e scese nel salone sottostante dove trovò pronta la colazione con il latte nutellesco, ne approfittò e si diresse all’uscita qui lo aspettavano i componenti della strana compagnia, Artur lo salutò con il solito sorriso, si  inchino, poi si voltò allargò le gambe si chinò fino a mettere la testa tra le gambe e guardando Jonas in quella strana posizione gli fece uno strano sberleffo, “non ti preoccupare” disse Baldur   è il modo tipico dei follifolletti di salutare con… un certo rispettodispetto” e tutti si misero a ridere. Jonas un po’ stralunato da quella esibizione salutò “buon giorno amici “  vieni disse il mago e si diressero verso il lato della casa protetto da un grande portico, legati ad una sbarra c’erano diversi cavallini, erano dei pony tipici di Iperlandia, animali robusti e molto  intelligenti che venivano allevati con amore, i pony ricambiavano l’ amicizia con i maghi, sopportando il loro peso nei lunghi viaggi che spesso facevano.

C’era un Cavallino per ognuno tranne che per Artur il quale rifiutava assolutamente di cavalcare , uno basso e grossetto per il maghetto rotondetto Sibur, uno smilzo e un po’ più alto per maghino Filino, uno muscoloso con una criniera folta e lucida,  dall’aria maestosa per il mago Baldur e alla fine un pony pacifico per Jonas che iniziò subito ad accarezzarlo sul muso.

Baldur iniziò ad annusare l’aria in tutte le direzioni, Sibur mise una mano dietro all’orecchio destro e si chinò a terra ascoltando i rumori provenienti dal suolo e Filino salì sulla staccionata del portico mettendosi una mano sopra gli occhi per vedere più lontano possibile, alla fine tutti concordarono che, per il momento non c’erano pericoli in vista quindi assicurati i bagagli alle selle partirono con Artur a piedi che, con grandi falcate,  faceva da apripista.

cap 11  Boscobello

Iniziò così il viaggio avventura  verso i monti fatati, lasciarono la casa di Baldur quando il sole era alto nel cielo terso, uscirono dalla città e si diressero a Nord costeggiando il fiume amaro. Percorrevano un sentiero  piuttosto largo e ben tenuto, ai cui lati crescevano delle felci enormi, ogni tanto passavano vicino a una fattoria  isolata o attraversavano piccoli boschetti.

Apriva la fila il cavallino del mago Baldur, Jonas era in mezzo per precauzione e Artur piè veloce, precedeva tutti. Per un po’ stettero in silenzio, ognuno raccolto con i propri pensieri fino a che Sibur pensò di rallegrare l’atmosfera con una canzone tipica dei maghi rotondetti, ma conosciuta in tutta Iperlandia e si mise a  cantare con una bella  voce da baritono, cioè tra il basso e il tenore, subito fu accompagnato da Filino che aveva una voce più acuta  e alla fine pure da Baldur che aveva una voce meno potente ma comunque intonata. La canzone  faceva così…alla fine del pranzar una buona pipa noi fumiam, tra boschi e praterie noi maghi viviam   così i fiori cogliam  per la casa abbellir e per le nostre dame accontentar ….

Fecero qualche miglio ridendo e cantando quando fu  il fischio di Artur, andato avanti in avanscoperta, a interrompere la canzone, i maghi infatti si zittirono e Baldur annusando l’aria disse” attenzione sento odor…” ma non fece tempo a finire la frase che, uscito da sotto una felce ,  gli si parò difronte un piccolo Ucumar che con le mani sui fianchi disse: “dateci la sfera e non vi faremo del male, altrimenti..”

Baldur si mise a ridere e apostrofò il nanetto dicendo “ ma va la… cosa ci vuoi fare tu così piccolo, ma fammi il piacere, scansati che dobbiamo passare” ” sgrunf sgrunf  cosa hai detto ? che sono piccolo?” rispose l’ ucumar “ sgrunf sgrunf   mai sottovalutare i piccolini perché possono diventare mooolto ma moolto grandini” e in men che non si dica il nanetto iniziò a crescere, a crescere, a crescere a dismisura , sempre più grande fino a che sovrastò i maghi da una notevole altezza e, cosa preoccupante, avanzò verso di loro con fare minaccioso roteando una grande mazza, al che Baldur pensò” questa è  sicuramente una stregoneria messa in atto dagli Ucustregoni” poi  si riprese dalla meraviglia e spronò il suo cavallino che impennandosi fece cadere l’Ucumar e gridò “ via… via scappiamo, via…  tutti al galoppo”

L’Ucumar rialzatosi e furioso per la mossa inaspettata del mago diede un urlo e si lanciò all’inseguimento della compagnia seguito da altri  Ucumar che si erano nascosti tra le grandi felci . Dopo un po’ i maghi e Jonas rallentarono la corsa dei loro cavalli convinti di aver seminato gli avversari quando alle loro spalle udirono grida di trionfo, capirono allora di essere persi dato che  davanti a loro comparvero altre figure. Erano sicuramente degli Ucumar infatti si stavano disponendo ai lati  della strada per accerchiarli e quindi intrappolarli.

Il cerchio dei nemici si stringeva sempre di più e il mago Baldur iniziò a valutare le varie possibilità che avevano a disposizione per uscire da quella pericolosa situazione, anche gli altri maghi preoccupati passavano in rassegna le varie possibilità, mentre Jonas era bianco in volto  dalla paura. Anche i cavalli che avevano capito il difficile momento erano piuttosto nervosi e si muovevano soffiando e nitrendo. Il mago Baldur si avvicinò a Jonas e lo rassicurò dicendo “non aver paura Jonas ce la caveremo in un modo o nell’altro” “Okay speriamo bene” rispose Jonas, che solo in quel momento si accorse del calore che  emanava  la sfera, quasi scottava. I maghi iniziarono a guardarsi negli occhi con fare interrogativo e si disposero anche loro a cerchio con in mezzo Jonas per fronteggiare l’attacco degli Ucumar che urlanti si stavano avvicinando troppo. La situazione si faceva sempre più critica quando avvertirono ancora il tipico fischio di Artur che da li a poco emerse in lontananza in mezzo a un  branco  di gattogatto capitanati da Miciomacio diventato per l’occasione il feroce Maciomicio .

La battaglia fu cruenta i gattogatto graffiavano e mordevano mirando alla faccia degli Ucumar mentre i maghi lanciavano saette con il dito indice  dirette  al corpo grosso dei nemici. Alla fine gli Ucumar, rincorsi dai gattogatto,  fuggirono ululando per la rabbia e i nostri furono salvi.

La prima cosa che fece Baldur fu quella di ringraziare e abbracciare Artur che avvertendo la fata Dimitra aveva potuto disporre del branco di gattogatto e poi prese in braccio il suo fidato Miciomacio e gli rivolse parole dolci di amore e ringraziamento, anche Jonas prese ad accarezzare il gattogatto e fu ricompensato da un notevole brontolio gattesco di soddisfazione.

Miciomacio, con un paio di miagolii perentori,  raccolse i suoi fedeli compagni e tornò a presidiare il confine. Jonas rinfrancato dallo scampato pericolo fece un profondo respiro e portò la mano alla tasca interna dove teneva la sfera e si accorse che non scottava più ma era appena tiepida.

Dopo l’attacco finito per fortuna senza conseguenze grazie all’intervento dei gattogatto e alla prontezza di Artur i nostri amici ripresero il viaggio alla volta di Boscobello .

Arrivarono nei pressi di Boscobello verso sera e si accamparono al limitare del bosco in una ampia radura, tolsero le selle ai cavalli che furono liberi di pascolare l’erba fresca. Sibur chiese a Jonas di aiutarlo nel recuperare della legna secca per il fuoco, non fu difficile trovarne un bel po’ e accendere un bel falò . Baldur prese poi dalla bisaccia di una sella un sacco di leccornie mangerecce, le dispose sopra una bella tovaglia e cenarono così di fronte al fuoco mentre il giorno lasciava posto alla notte. Artur era scomparso, ma erano sicuri che in caso di bisogno si sarebbe fatto vivo all’istante. Jonas chiese a Baldur “ domani che strada facciamo?” “ andiamo  verso Onirot dove ci aspettano alla locanda del mago viaggiatore. Qui pernotteremo per ripartire il giorno dopo verso i monti fatati “ rispose il mago e riprese “ in questo tratto la strada si fa un po’ più ardua infatti dobbiamo guardarci dagli Ucumar ma soprattutto dobbiamo stare attenti a non svegliare la BESTIA, una specie di Drago che abita in una grotta e che spesso assale i viandanti incauti, maa… non è il nostro caso vero Maghi?” Sibur e Filino, che stavano fumando la pipa col tabacco della buona digestione,  assentirono con gravità.

Jonas si addormentò coccolato dal buon profumo delle pipe e dal canto degli uccelli notturni, ma i maghi si disposero a triangolo attorno a Jonas e fecero a turno la guardia per evitare di essere colti di sorpresa da visite non gradite.

Jonas si svegliò  dalle leccatine sulla sua faccia, del suo pony che battezzò per l’occasione Pallapelosa , visto che era grassottello e rivestito di una notevole e soffice peluria.

I suoi amici erano già alle prese con i cavalli stavano allacciando le selle, Jonas iniziò a darsi da fare anche lui con Pallapelosa,  allacciò la sella e rivolgendosi a tutti e a nessuno in particolare disse “ Buongiorno a tutti non si fa colazione questa mattina ?” Baldur lo guardò e rispose” Buongiorno Jonas… dormito bene?” “Oggi  facciamo colazione cavallo perché la strada è molto lunga per arrivare a Onirot”.  

cap 12 incontro con la Bestia e arrivo a Onirot

La Bestia

Non solo per  la colazione ma non scesero da cavallo nemmeno per pranzare  infatti mangiucchiarono  senza fermarsi  un po’ di panedolce, specialità Balduriana anche a mezzogiorno, era evidente l’intenzione di Baldur di arrivare ad Onirot, la città dei maghi, prima del calare delle tenebre, lo scopo era quello di passare indenni vicino alla grotta della Bestia che si trovava poco distante dalla strada. Infatti il mago sperava che essa di giorno dormisse e si svegliasse solo alla sera per la caccia.

Il paesaggio stava cambiando, i boschi lasciarono spazio a praterie sempre più ampie.  Passato mezzogiorno ripresero il viaggio ad una andatura più sostenuta, Jonas si avvicinò al mago Baldur e gli chiese: “ Grande mago io ho piena fiducia in lei e non metto in discussione nulla, qui sono uno straniero e mi devo affidare totalmente alle sue decisioni,  però non capisco una cosa:  stiamo percorrendo una delle due vie per i monti fatati, quella tracciata sulla carta con una linea rossa che poi si congiunge con quella nera dopo  Onirot, la rossa è più lunga e più sicura secondo lei, ma a me sembra sia la più pericolosa, perché seguendo un tratto vicino al fiume amaro  che fa da confine con le terre degli Ucumar ci ha esposto all’attacco che abbiamo subito, e poi dopo Boscobello ci porta nei pressi della caverna dove vive la terribile Bestia… non capisco, non era meglio fare la via nera?”

“tranquillo Jonas” rispose il mago, “hai diritto a delle spiegazioni, il fatto è che la pista o via nera  nasconde un grande pericolo, devi sapere che tra il territorio delle fate fatali e quello abitato dai Maghini  si estende una zona chiamata “le sabbie della morte” , si tratta di sabbie mobili, generate da un incantesimo di magia nera, micidiali per chi ci si avventura. E sì sono stati gli Ucustregoni, in compagnia delle Ucustreghe, che lo hanno fatto molto molto tempo fa per cercare di sterminare gli abitanti di questi territori, soprattutto le Fate fatali loro acerrime nemiche. Queste sabbie mobili non stanno ferme ma si spostano, a volte più vicine ai Maghini e così si trovano proprio sotto la via nera, in questo modo insidiano i viandanti che la percorrono, altre volte si spostano verso i territori delle fate fatali e qui lambiscono quasi le case che vedi sulla mappa e ne insidiano gli abitanti. Sono molto pericolose perché sono invisibili, uno ci cammina sopra tranquillo e sparisce inghiottito dalla sabbia, una sabbia particolare  che si muove e sembra viva quando inghiotte qualche malcapitato e dato che nemmeno con la magia si possono individuare dove sono esattamente, ho scelto, come ti dicevo, la via più lunga, una via non priva di pericoli ma rispetto alle sabbie della morte molto più sicura”. Si fermarono su uno spiazzo per dare un momento di respiro ai cavallini scesero da cavallo e lasciarono i cavalli brucare l’erba per un pò .

L’uccello  misterioso


Improvvisamente si sentì un frusciare d’ali e un uccello misterioso si posò sulla spalla del mago Baldur, l’uccello era bellissimo, aveva una livrea di penne rosse  di varie tonalità e sul petto  salivano fino alla testolina piume  dorate. L’uccello si avvicinò all’orecchio destro di Baldur, cinguettò muovendo la testolina  per poi svolazzare sulla spalla di Sibur e infine in quella di Filino. Dobbiamo andare ho avuto notizia adesso che la grotta della Bestia è vuota, questo significa che è a caccia di prede quindi bisogna arrivare a Onirot assolutamente prima del calare del sole.

Così risalirono in groppa ai cavallini e li incitarono per aumentare l’andatura.

Ad un certo punto il paesaggio cambiò nuovamente e la strada si apriva attraverso un bosco non molto fitto, erano quasi arrivati alla loro destinazione quando avvertirono un potente vento che soffiava in senso contrario alla loro direzione, sembrava quasi che volesse rallentare la loro corsa verso Onirot la loro salvezza Baldur guardando le cime degli alberi al lato della strada, immobili nonostante il vento sferzasse i loro volti, capì subito che quel vento era causato  dalla Bestia e non era assolutamente un evento naturale ma magico, si fermò tirando con decisione le redini del suo cavallino e gridò “fermi… la  Bestia è vicina, ne percepisco il fetore…, scendete svelti e preparatevi a sostenere il suo attacco”, Baldur e Filino si misero schiena contro schiena per essere pronti a reagire quando  fosse apparsa la Bestia, mentre Baldur aveva avvolto Jonas con il suo mantello, nascondendolo per proteggerlo, il vento era cessato e regnava un silenzio pieno di terrore. Il mago Baldur disse “siate forti, non cedete alla paura che la Bestia ha il potere di indurre nelle  vostre menti e nei vostri cuori, non cedete, non fate il suo gioco, lei fa così per immobilizzarci e privarci della difesa” in quel mentre gli alberi ai lati della strada, si aprirono ed emerse la gigantesca creatura, simile nell’aspetto ad un  drago in realtà era  simile ad un enorme maligno lucertolone, con  gli occhi gialli che  guizzavano dall’uno all’altro e la lingua biforcuta che si muoveva incessantemente . I tre maghi si strinsero a contatto di spalla e sollevarono la mano a pugno verso l’animale mostruoso  con il dito medio allungato e unghiuto  bene in vista . Il mago Baldur gridò “ferma bestia immonda non ti avvicinare, noi vogliamo solo arrivare in città, facci passare e non ti faremo del male”,

La bestia aprì la bocca mostrando una serie di denti aguzzi, perfette armi per sbranare e triturare le proprie vittime, quindi si mise a ridere, poi disse “a davvero? E come pensate di farmi del male maguncoli che non siete altro”

“Così!”,  risposero i tre maghi all’unisono e in quel mentre lanciarono tre fulmini che partirono dal loro dito proteso verso il muso della Bestia. Questa, sorpresa, fece un balzo indietreggiando colpita ad un occhio e per questo ancora più inferocita si mise ad urlare dal dolore preparandosi ad un attacco risolutore, quindi si lanciò verso di loro aprendo la bocca smisurata, stava per azzannare Sibur, e l’avrebbe sicurante spezzato in due, quando si sentì un boato e una mezza sfera di luce li circondò e li avvolse in alone iridescente. I maghi, Jonas, i cavallini e la Bestia rimasero  paralizzati, non potevano muoversi e Jonas sbirciando con la testa fuori dal mantello di Baldur vide tre fate che protendevano le mani congiunte verso di loro, e da queste mani usciva un raggio di energia blu che generava la semisfera che li aveva immobilizzati, notò anche una faccia verde con orecchie a punta e cappello rosso che sorridendo tirava fuori la lingua a mò di sberleffo verso la Bestia. Dopo qualche minuto, che sembrò a Jonas un’eternità, la sfera si dissolse e… tutti caddero a terra svenuti.

Jonas si svegliò, apri gli occhi e scorse il letto dove aveva dormito con un piumone soffice e candido. “Come sono arrivato qui… prima eravamo  nella radura a lottare contro la Bestia immonda e adesso mi trovo in una bella camera, forse ho sognato tutto” disse pensando a voce alta e in quel momento si aprì la porta ed entrò il mago Baldur.

 

cap 13 La locanda del mago viaggiatore e passaggio nei pressi della  palude fangosa

Alexa la figlia di Sintagur

“Jonas ti sei svegliato come ti senti?” “Baldur cosa è successo … e dove siamo?”

“siamo nella locanda “il mago viaggiatore” a Onirot la più importante città dei maghi.

La locanda accoglie i viandanti, soprattutto maghi e fate, che devono fare una sosta per riposare.

E’ gestita dal mago Sintagur, mio vecchio amico, sai siamo andati a scuola di magia assieme da giovani. Lo aiuta la figlia Alexa, che ha ereditato dalla mamma, una bellissima fata che purtroppo non c’è più,  le orecchie a punta.

 Hai dormito per due giorni, tanto potente è stato per un umano l’effetto dell’incantesimo generato da tre fate contemporaneamente. Bè in realtà ci ha scombussolato un po’ anche a noi maghi, ma noi ci siamo abituati e lo stordimento ci è passato abbastanza in fretta. Comunque se non fosse stato per le fate chissà come andava a finire…” “Vedi Jonas” continuò il mago “ Siamo stati attaccati solo una volta perché tu impedisci agli Ucumar di percepire dove si trova la sfera, la quale però attira la cattiveria in generale, ecco perché la Bestia ci ha attaccato, lei non sa della sfera …voleva solo approfittare del nostro passaggio e pranzare divorandoci. Per quanto riguarda l’attacco degli Ucumar che abbiamo subito, secondo me è stata una casualità, quel gruppo di malvagi aveva appena sfondato le linee dei gattogatto e si erano nascosti tra le felci, ma non erano sicuri che proprio noi avessimo la sfera, l’ immaginavano forse, dato che cuccioli d’uomo non ce ne sono tanti da queste parti.”
“Dai scendiamo a fare colazione, poi ripartiremo per i monti fatati”. Jonas si vestì, fece toeletta e scese le scale che dalle camere della taverna portavano nella sala centrale dove i viaggiatori pranzavano. Si sedette accanto ai tre maghi, salutò con un debole sorriso Sibur e Filino che si diedero di gomito sorridendo alla sua faccia pallida pallida.

Consumarono la colazione e Jonas si sentì subito meglio dato che il latte nutellesco non solo era buonissimo ma aveva anche la proprietà di rimettere in sesto chi non stava troppo bene, insomma era un ricostituente naturale.


Sintagur

 Salutarono il proprietario della locanda, il mago Sintagur, dal gran sorriso super barbuto e baffuto,  che diede una poderosa pacca sulle spalle a Jonas dicendo “ti auguro buona fortuna a te Jonas e a tutti noi di Iperlandia” “sono felice di averti avuto qui e di averti aiutato, spero tanto tu abbia successo e non ti capiti niente di male”  Jonas, controllò la sfera tastando la tasca dove l’aveva riposta e confuso rispose che era grato del trattamento ricevuto e che non si sarebbe scordato mai di quel confortevole posto.

Uscirono e salirono a cavallo, Pallapelosa salutò Jonas con un nitrito di benvenuto e partirono al galoppo verso i monti fatati.

Ripresero la strada nera che girava intorno alla città verso nord, ma appena un miglio fuori l’abitato di Onirot, Baldur si fermò tirando le redini della sua cavalcatura e scese da cavallo imitato anche dagli altri, si grattò la barba dicendo “sento un odore strano sgradevole… ma non so darne un significato, Sibur,  Filino, provate a vedere e a sentire se più avanti ci aspetta qualche sorpresa sgradevole. “

Palude Fangosa

Sibur si inginocchiò a terra mettendo il suo potente orecchio destro a contatto con il terreno e Filino salì sino alla cima di un grande pino, poi ambedue si avvicinarono a Baldur,  e Sibur per primo disse,” io ho sentito dei gorgoglii… sai come quando hai fame e ti brontola la pancia ma con un tono molto basso, quasi minaccioso, provenivano dalla stessa nostra direzione qualche miglio più avanti, “confermo” disse Filino io ho visto una specie di fumo levarsi in quella direzione, veramente sembrava più una nebbia che fumo.” “Aaa ho capito” disse Baldur più avanti la strada sfiora le paludi fangose, non fateci caso se vi sentirete un po’… strani passandole vicino e, mi raccomando,  non dovete cedere assolutamente  alle lusinghe della palude”. Rimontarono a cavallo e continuarono il viaggio verso nord.

Man mano che si avvicinavano alle paludi l’aria diventava sempre più pesante, e non serviva il super olfatto di Baldur per avvertire un odore sgradevole simile alla putrefazione cioè a cose che stavano marcendo, allora Baldur per animare la compagnia che si era chiusa in un triste silenzio iniziò a cantare con voce bassa ma melodiosa qualche verso della allegra canzone del mago viaggiatore, ma di li a poco smise dato che stavano entrando in una atmosfera ovattata e nebbiosa la luce era diventata più fioca e tutto intorno era grigio, un grigiore di diverse tonalità che intristiva l’animo dei nostri amici Sibur scese da cavallo  prese dalla bisaccia alcune corde le distribuì e chiese a tutti di legare le code dei cavalli alle redini del cavallo che stava davanti in moda formare una catena.  Baldur avanzava per primo borbottando frasi rituali con il dito indice della mano destra proteso in avanti. Dal dito scaturiva   una luce blu che rischiarava il loro percorso.  Sibur invece chiudeva la fila cavalcando all’incontrario guardando indietro e attento a eventuali  rumori sospetti,  la nebbia si faceva sempre più fitta e l’odore sgradevole sempre più intenso, Jonas tastò la sfera che era tornata a scottare, evidentemente  emanava calore in presenza di qualche pericolo, poi udirono dei lamenti frammezzati ai gorgoglii del fango in putrefazione. Improvvisamente sentirono la voglia di avvicinarsi ai bordi della palude, erano stranamente attirati verso il centro di essa, ma resistettero anche perché ricordavano le parole di Baldur che li aveva messi in guardia. Ognuno di loro combatté contro il folle desiderio di inoltrarsi nel cuore della palude, l’insano desiderio era molto forte ma non si arresero né alla grande tristezza che aveva riempito i loro cuori né alla tentazione di inoltrarsi nella palude. A poco a poco uscirono da quella atmosfera melanconica e il sole tornò a splendere in tutta la sua bellezza, superate le paludi fangose , tirarono un sospiro di sollievo, scesero da cavallo e sciolsero i nodi che tenevano legate  le corde alle code dei cavalli e ripartirono rasserenati.

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cap 14 i monti fatati e Camilla la fata randagia

Percorsero ancora qualche miglio  e arrivarono ai piedi dei monti fatati quando fecero un incontro insolito, seduta ai piedi di un albero c’era una donna anziana che chiedeva la carità, allora Baldur fermò la comitiva e chiese alla povera vecchia di cosa avesse bisogno, “ grande mago “ disse la vecchietta” “sono malata e sono tre giorni che non mangio e non bevo, non so come fare” Allora il  mago scese da sella , prese dalla bisaccia del cibo e una bevanda  e la porse alla vecchietta “dicendo  posso darti queste cose buone per sfamarti… ma manderò un messaggio alla fata girovaga Camilla, una mia cara amica della cerchia delle fate randagie che si occupano delle persone in difficoltà o ammalate in modo che possa guarirti. “

“Ti ringrazio grande mago …ma non ce ne bisogno “ e in quel mentre la strana vecchietta si trasformò in una bellissima fata” eccomi qui caro amico sono la tua Camilla, volevo farti uno scherzetto “ “Umm e mettermi alla prova “ pensò Baldur.

I due si abbracciarono e iniziarono a parlare fitto fitto a bassa voce.

Dopo che la fata Camilla svolazzando se ne fu andata Baldur si rivolse ai suoi amici, “ho notizie fresche, c’è stato un attacco degli Ucumar. Torme di Ucumar  hanno tentato di penetrare nel nostro territorio passando del guado sul fiume amaro, gran parte di loro è stata ricacciata dai Gattogatto che stavolta non si sono fati infinocchiare  dai rattirognosi, i valorosi gattogatto capitanati ma Miciomacio li hanno sconfitti e dispersi come  vi dicevo, ma una piccola parte di loro è riuscita a fuggire e si sono diretti verso la città dei maghi rotondetti. Fece una pausa poi si rivolse a Sibur “caro Sibur se ci lasci  e corri in aiuto della tua gente non ti biasimo, anzi ti sciolgo dal servizio che presti a  questa compagnia e ti invito a farlo subito”. Sibur che fino a quel momento non aveva fiatato disse con voce tremante “ Grande mago Baldur decano di tutti noi maghi, ti ringrazio per quello che dici, mio malgrado sono costretto a lascarvi e mi dispiace molto ma.. e d’impeto abbracciò per prima cosa Jonas sussurrandogli all’orecchio “sii forte amico mio e…grazie di tutto” e poi tutti gli altri che commossi lo salutarono. Sibur girò il suo cavallino e si diresse verso la sua casa, ma non fece la stessa strada che avevano fatto in precedenza, ma quella più breve , verso Boscoscuro tragitto più breve ma anche molto più rischioso.

  I nostri amici privati dalla compagnia del maghetto rotondetto iniziarono l’ascesa al monte Riottoso, il monte in cui si apriva la Caverna della Speranza. La strada che prima era abbastanza ampia, dato che potevano transitare due carri che procedevano in senso opposto  senza minimamente toccarsi, diventava via via sempre più stretta e inclinata in una salita piuttosto ardua, praticamente un sentiero. Per questo motivo scesero da cavallo, condussero i loro fidati cavallini in una radura e li lasciarono liberi di pascolare e rifocillarsi con la buona erbetta fresca.  Dopo un’ora di cammino si fermarono per riposare un po’ e bere un po’ d’acqua, si erano seduti su dei tronchi di pino ai lati del sentiero. Jonas stanco si asciugava il sudore dalla fronte con un fazzoletto che gli aveva prestato Baldur, poi il suo sguardo si posò su una strana pietra che conteneva delle parole scritte in una lingua che Jonas non conosceva.  Chiamò Il mago Baldur e gli chiese” Mago Baldur che cosa dicono quelle iscrizioni su questa pietra?” Il mago si protese verso la pietra, passò una mano sulla sua superficie come volesse accarezzarla e disse un po’ commosso: “ Caro Jonas  questa è opera degli antichi maghi che ci hanno tramandato questa magia. La pietra segna un confine, un confine importantissimo ,  quello tra il bene e il male, essa avverte i viandanti, quelli che vogliono arrivare alla cima di questo monte, che di qui possono passare solo coloro che sono puri di cuore, che sono buoni e non vogliono il male di nessuno” “proprio nessuno ? “Disse Jonas che continuò ”neanche dei malvagi Ucumar? O della bestia feroce?” “proprio di nessuno “  rispose il mago senza aggiungere altro.

Dopo un po’ guardò dritto negli occhi Jonas e gli disse “Ma adesso io e Filino dobbiamo lasciarti, noi ti aspettiamo qui. Solo tu e da solo puoi fare quello che a pochissimi è concesso, deporre la sfera magica al suo posto nella conchiglia celeste”. Per farlo dovrai continuare su questo sentiero, trovare la grotta della speranza e la conchiglia celeste. Forse dovrai superare delle prove, ma soprattutto quando sarai interrogato dovrai  essere sincero e il tuo cuore limpido, te la senti?” “cercherò di fare del mio meglio e di fare ciò che mi suggerisci Grande mago, spero tanto di riuscirci, di salvare il vostro e il mio mondo. Se non dovessimo più rivederci , caro mago Baldur e caro mago Filino, vi ringrazio per la fiducia che avete riposto in me e per come mi avete accolto, protetto  e trattato, non vi dimenticherò mai”

Aspetta gli disse il mago Baldur e fece un cenno al mago Filino, che disse” ecco prendi Jonas questo è un illuminatore di via, cioè è un ramo magico che emette luce senza consumarsi mai. Per accenderlo devi dire esattamente queste parole: britto…bratto accenditi con uno scatto e poi devi subito schioccare le dita delle mani così”  e il mago schioccò due dita come fanno in certi balli spagnoli “dai Jonas   fammi sentire lo schiocco delle tue dita” e Jonas l’accontentò, Felino disse”ok può andare e abbracciò Jonas. Poi Baldur estrasse dalla sua bisaccia una campana e gliela porse. “Scuoti questa solo in caso di pericolo e sarai subito soccorso” Poi anche lui abbracciò Jonas  mentre una piccola lacrima scivolava verso l’imponente naso.

cap 15 Jonas salva Iperlandia

Jonas un po’ affranto per il fatto di essere da solo  ma deciso ad affrontare ogni pericolo ed ogni inconveniente con animo determinato, si incamminò per il sentiero del monte Riottoso che ospitava la  grotta della speranza, dopo un po’ il sentiero si biforcava prendendo due direzioni opposte, Jonas guardò un po’ più in la e vide che il sentiero si divideva diverse altre volte, diventando una rete di sentieri che si intersecavano. “Come farò a scegliere la via giusta?” pensò, stava raggiungendo la biforcazione quando si accorse che stava per calpestare una lumaca dall’aspetto singolare, molto carina con la sua casetta avvolta a spirale di un colore iridescente , al che prese in mano la lumaca e le disse: “ quanto sei bella lumachina, stai attenta quando attraversi il sentiero, qualcuno meno attento di me potrebbe schiacciarti”

Jonas  fece scendere la lumaca dalla sua mano depositandola in un posto sicuro ai bordi del sentiero, e con sua grande meraviglia la lumaca rispose con un sorriso malizioso : “grazie Jonas  sei proprio gentile” in quel mentre la biforcazione del sentiero sparì, con tutti gli altri, lasciando il posto ad un’unica via. Jonas riprese il cammino un pò in difficoltà per la salita  che si faceva sempre più decisa.  Dopo un tratto in linea retta il sentiero faceva una curva a gomito e non si poteva vedere cosa c’era al di la della curva, Jonas proseguì con circospezione piano piano, si sporse per vedere cosa l’aspettava guardò bene ma non notò nulla di strano o pericoloso, quindi fece un passo per aggirare la curva quando sentì del sibili e si accorse che da un ramo di un albero un po’ più avanti, agganciato con la coda ad un ramo, pendeva un serpente molto lungo . Il serpente arrivato a terra  cercava di recuperare le uova che prima stava accudendo per far nascere i suoi piccolini . Il  nido probabilmente era stato attaccato da qualche predatore e nella lotta queste erano cadute a terra.  Jonas si avvicinò, ma il serpente impaurito da Jonas si erse minaccioso  cominciando a soffiargli contro. Mostrava tutti  i denti  tra cui   uno in particolare, più lungo e aguzzo degli altri , da cui gocciolava del veleno.

Jonas non sapeva bene cosa fare quando scorse vicino  ad un tronco una forca e un grande coltellaccio dall’aria sinistra ma comunque ben affilato.

Jonas poteva servirsene per affrontare il serpente che gli ostruiva la strada, poteva cioè bloccare con la forca il serpente per poi tagliargli la testa e proseguire, ma non lo fece, ebbe pietà di quell’animale che stava per diventare mamma. Non fece nulla, non si mosse fino a quando il serpente capì che Jonas non voleva fargli del male e smise di soffiare, allora Jonas disse non aver paura di me ti dico in tutta sincerità che voglio aiutarti,  quindi si mosse molto piano e con cautela raccolse le uova sparpagliate sul terreno e le depose nel nido, non solo ma fece in modo che il nido fosse meglio assicurato all’albero. Aveva appena finito quando il serpente si rivolse a Jonas  e gli disse: “Ti ringrazio straniero ma  chi sei ? non sei un mago, nè un Ucumar da dove vieni?” “ Io sono Jonas un bambino quasi ragazzino e provengo dal mondo degli umani sul pianeta Terra” “dove stai andando?” disse il serpente?”  “devo trovare la grotta della speranza che si apre su questo monte … ma non so di preciso dove sia” rispose Jonas “Bene ti condurrò io alla grotta non devi fare altro che seguirmi” E così fecero. il serpente sinuoso davanti e Jonas con fatica zampettandogli dietro.  Erano quasi arrivati sulla cima del monte quando il serpente si fermò e disse “scosta quegli arbusti, li c’è l’entrata della grotta che cerchi”

Detto questo il serpente sparì al suono di mille campanellini.

Jonas entrò nella grotta, che era scura e umida si ricordò dei doni fatti da Filino e Baldur e accese il ramo magico con la formula “britto… bratto accenditi a scatto” schioccò le dita e il ramo si accese e… si trovò la via sbarrata da un masso con un’iscrizione che diceva: chi vuol entrare , potrà passare ma forse non tornare se la domanda  non saprà decifrare: spingi questo sasso, Jonas lo spinse e una voce disse: ambarabà cicicocò dove sono le civette? Sopra o sotto il comò.

“Facile” pensò Jonas “nonno Renato diceva così qualche volta per scherzo : ambarabà cicicocò tre civette sul comò, che facevano l’amore con la figlia del dottore”

“sopra” gridò Jonas

E cosa facevano ?

“l’amore” gridò ancora Jonas

Con chi?

“la figlia del dottore”

A quel punto il masso rotolò da una parte e meraviglia… Jonas vide una rientranza nella roccia liscia che ospitava quella che doveva essere la Conchiglia celeste ma che si presentava completamente dorata . Jonas rimase a bocca aperta guardando la conchiglia e chiedendosi come fosse possibile aprirla, ma fu sufficiente estrarre dalla su tasca e dal sacchetto la sfera , infatti a quel gesto la conchiglia si aprì mostrando il suo bellissimo interno.

Sul fondo madreperlaceo vi era un cuscino dorato mente l’altra parte della conchiglia era celeste e costellata da una miriade di stelline.

Jonas depose la sfera  sul cuscino e la conchiglia si rinchiuse con una musica dolcissima. Jonas si riprese e tornò all’imboccatura della grotta, ridiscese senza problemi il sentiero fino a ritrovare i suoi amici che lo aspettavano con un larghissimo sorriso sulle labbra.

Fu così che Jonas salvò Iperlandia e il suo mondo.

cap 16 Jonas saluta i suoi amici  e ritorna al suo mondo

Si ritrovarono tutti  a casa di Baldur il quale aveva per l’occasione bandito una tavola piena di ogni bene mangereccio, vi erano tutti i maghi e le fate che aveva conosciuto o solo sentito parlare durante quell’incredibile avventura, c’era anche il folletto Artur che non sapeva frenarsi dal fare sberleffi e rideva di tutti.

Tutti onoravano e festeggiavano il piccolo grande uomo Jonas per le sue doti e il suo coraggio.

Ad un certo punto Jonas prese in disparte Il mago Baldur e gli disse “caro mago Baldur vi ringrazio per la bella festa e per avermi concesso la vostra fiducia e amicizia, sentimenti che ricambio. Però adesso vorrei tornare dai miei genitori e dal mio fratellino Eandas, mi mancano molto! “  “E si “ ogni cosa bella o brutta ha un tempo e quello della avventura si è concluso,  ecco tieni il lucchetto del libro magico che unisce i nostri mondi” disse Baldur “ per tornare nella tua realtà devi dire a voce alta il tuo nome al contrario e quando sarai tornato nello studio di tuo papà chiudi il lucchetto del libro. Conserva gelosamente la chiave perché per tornare da noi a trovarci qualche volta ti basterà pronunciare queste parole dopo aver aperto il libro: “Baldur sono qui giù, portami su” A proposito salutami tuo papà Andrea sono convinto che non abbia più l’aspetto di quel bambino biondo che ho conosciuto tanti anni fa” “ok “ Baldur … ci vediamo”

Jonas  gridò “SANOJ” si sentì un gran boato e si ritrovò addormentato con la testa sopra al libro magico aperto . Jonas si affrettò a chiuderlo e a chiudere pure il lucchetto, quindi si recò in cucina aprì il frigo per bere qualcosa quando, stupefatto,  vide una bottiglia con una etichetta : “latte di cacauciù il latte digeribilissimo dal sapore nutellesco” Gentilmente offerto da Baldur’s  company e Co.