La storia di un cane orfanello ma tanto bello.

Ossobuco era un cuccioletto senza mamma e papà, era stato abbandonato quando aveva pochi mesi senza un perché.

Era un cagnolino molto bellino  bianco e nero con un musetto furbosetto. Molto grazioso, cicciottello , sembrava un batufoletto  per il  pelo folto,  lucido e riccioletto. L’ aveva avuto in eredità dai suoi avi, certo cani importanti ma di razze diverse, Ossobuco quindi era un cagnolino  bastardino, cioè non di gran razza ma comunque grazioso e intelligente.

Un giorno, mentre passeggiava con la coda a penzoloni  per la città pensando che triste essere  soli e senza una famiglia, zampettò sulla via principale della città, ma girato un angolo della strada fu scorto da una banda di mocciosi sinistri e sporchi che per gioco prima gli lanciarono dei sassi urlando e poi lo rincorsero per catturarlo.

Ossobuco però era in gran forma e scappò veloce nascondendosi dietro al portone di una casa dove lo trovò tremante di paura e sconsolato, un bel bambino biondino biondino: Eandas.

Eandas lo accarezzò e gli sussurrò dolci parole di conforto, “dai piccolo non aver paura , ti proteggerò io… dai… vieni che andiamo a casa mia ti presenterò a mio papà Andrea e alla mia mamma Barbara. Non hai un nome? No niente collare allora ci penso io ti chiamerò Ossobuco. Al cagnolino battezzato Ossobuco non parve vero  e cominciò a scodinzolare velocemente tutto contento.

Eandas durante il tragitto gli parlò della sua famiglia : Jonas, suo fratello maggiore di un anno, il papà e la mamma e Carmelito un bel gatto dal folto pelo nero. A questo proposito Eandas disse “Ossobuco non aver paura,  la nostra famiglia ama molto gli animali e la natura, però quando arriviamo a casa devi farti amico Carmelito” ” Un gatto” pensò Ossobuco, sarà difficile, ma ci proverò.  Eandas pensoso disse : “Scommetto che secondo te sarà un’impresa diventare amico di un gatto… non hai tutti i torti , sai Carmelito ha un carattere … gattesco, è un felino e come tutti quelli della sua razza  è un po’ diffidente, specialmente dei nuovi arrivati, se poi si tratta di un cane… vabbè allora ti insegno un trucco: quando lo incontrerai la prima volta, non preoccuparti se Carmelito ti soffia, rizza il pelo e gonfia la coda, tu fai finta di niente sorridi non mostrarti impaurito, è tutta scena quello che fa Carmelito, anzi guarda fai così: ti rotoli sul pavimento, ti metti di schiena disteso, apri e allarghi le zampe, gli mostri la tua bella pancia paffutella  e se puoi sorridi, magari con gli occhi se non ci riesci con la bocca! “ “ma così fanno i gatti” rispose con un filo di voce  Ossobuco. “certo “disse Eandas ”ma così gli dimostri fiducia e amicizia”.

Arrivati a casa Eandas prese in braccio Ossobuco, suonò il campanello e si mise a gridare “Mamma … mamma guarda cosa ti ho portato” la mamma aprì la porta guardò suo figlio e Ossobuco e fu amore a prima vista, lo stesso non si può dire per Carmelito che stava sonnecchiando su una poltrona del salotto. Carmelito indispettito per la presenza del nuovo arrivato cominciò a soffiare ed a inarcarsi quando Ossobuco per niente intimorito salto giù dal braccio di Eandas e si avvicinò a Carmelito rotolando sul dorso come aveva detto di fare il suo nuovo amico umano, provò anche a sorridere  amichevolmente e a fare pure gli occhi dolci eee… ed ebbe successo. Infatti Carmelito restò di sasso, “ma come” pensò “ questo cagnetto si non ha paura e si comporta come uno di noi quando vuol essere accettato… che strano”  Carmelito diede uno sguardo diffidente a Ossobuco che però continuò a rotolarsi sul pavimento fino a fermarsi e agitare gioiosamente le zampette davanti a  Carmelito . Carmelito abbassò il pelo e pur mantenendo la coda irta e grossa si avvicinò per fiutare  diffidente il nuovo arrivato  . ” E’ proprio un cane”  pensò “ma si comporta come un gatto, magari sarà stato allattato da una gatta  quand’era cucciolo chissà”, in quel momento arrivò Jonas che aveva in mano la solita palla rossa che usava quando  giocava con Carmelito, “ei che bella sorpresa “ disse Jonas “vediamo se giocano con la palla”, e lanciò la palla verso Carmelito ma con un balzo agilissimo ossobuco prese al volo la palla con la bocca  e la portò a Carmelito sputandogliela tra le zampe, Carmelito diede un colpo alla palla che arrivò a Eandas. Iniziò così una bella amicizia tra i quattro: Eandas, Jonas, Carmelito e Ossobuco, condita da tante avventure, ma questa è un’altra storia